Si ricomincia – Prima seduta di terapia strategica

Quest’estate ho iniziato a pensare che fosse il caso di tornare in terapia ed affrontare di nuovo il problema del panico. Questa volta ho deciso di seguire tutte le tappe “standard”: eliminare il dubbio che i miei fastidi cardiaci siano dovuti a disfunzioni fisiche (e quindi ho fatto tutta una serie di test ed analisi sotto il controllo di una cardiologa), iniziare una terapia farmacologica che mi permettesse di gestire meglio l’ansia al suo insorgere e infine ricominciare una vera e propria terapia. Ho impiegato mesi per lottare contro le mie resistenze, anche se la voglia di ricominciare a vivere era TANTA anche grazie al fatto che stavo vivendo quella che si è rivelata la più bella relazione della mia vita. Il problema fondamentale era trovare un terapeuta affidabile. Per questo ho inizialmente chiesto aiuto al neurologo che segue la terapia farmacologica, nella speranza che lui conoscesse persone fidate ed esperte nella terapia del panico. Alla fine il neurologo ha tergiversato troppo, la relazione è finita, la mia voglia di cambiare è aumentata a dismisura ed ho deciso di buttarmi. Vivendo in una zona periferica, nei dintorni non ho molti terapeuti noti e quelli con cui ho avuto a che fare sono stati per lo più una perdita di tempo, almeno rispetto al problema del panico. Quando la relazione era ancora in piedi avevo pensato di cercare un terapeuta in una zona che G. avrebbe frequentato molto spesso, sia perché era lontana da casa (e quindi sarebbe stata una sfida raggiungere il terapeuta), sia perché così avrei avuto più occasioni per vedermi con G. Nonostante le cose con G. non siano purtroppo andate come speravo mi sono imposto di non tornare sui miei passi e così ho optato per un terapeuta “lontano”. Per raggiungere il suo studio mi toccano 40 minuti di treno (nella migliore delle ipotesi) e mi tocca sopportare lo “shock” di passare dal mio silenzioso ed isolato ambiente domestico al caos del pieno centro di Roma. Non so bene dove io abbia trovato le energie questa volta ma nonostante una paura enorme di prendere il treno e di finire a Roma mi sono detto che piuttosto che morire aspettando che qualcosa cambi da sé sarebbe stato meglio morire cercando di raggiungere un obiettivo!

La prima seduta è stata baciata dalla fortuna! Infatti per una serie di coincidenze il treno non era l’opzione migliore e quindi sono arrivato a Roma in macchina e in compagnia rassicurante e per pura coincidenza il parcheggio era a pochi metri dallo studio del terapeuta! Le prime impressioni sul terapeuta non sono state magnifiche. E’ molto pieno di sé (pur essendo praticamente “un ragazzino”) e l’approccio strategico è TOTALMENTE differente da tutto ciò che avevo provato in precedenza. Di buono c’è però che l’approccio è molto pragmatico e non si perde tempo in chiacchiere! Per ora ho deciso di dare una chance al terapeuta. Tanto più che la terapia strategica tende ad essere molto breve, quindi se i risultati non si fanno vedere entro pochi mesi posso sempre percorrere la via della più classica “cognitivo-comportamentale”.

Tenete le dita incrociate!


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